Tende e tessuti d’arredo che definiscono la forza, il carattere e la raffinatezza degli ambienti. Il tessuto è il più mutevole degli elementi decorativi: cambia con la luce del giorno, si trasforma con le stagioni, modella acusticamente e visivamente lo spazio in cui si trova. Una stanza senza tessuti è uno spazio abitato; una stanza con tessuti curati è un ambiente pensato. La differenza, chi entra, la percepisce immediatamente.
Il tessuto come linguaggio dell’abitare
Le origini delle tende risalgono all’antichità. Il velluto e il damasco divennero simboli di lusso durante il Rinascimento, quando i nobili italiani iniziarono a utilizzare tende decorate per impreziosire le loro residenze. Durante il Rococò, sete luminose, damaschi sempre più pregiati e broccati ricamati venivano prodotti regolarmente dalle botteghe di Lione e Venezia. Con lo stile Impero nacquero tende scorrevoli, lunghe fino al pavimento, che potevano essere raccolte da embrasse e disposte in eleganti drappeggi. Ogni epoca ha scritto il proprio carattere anche attraverso il modo in cui ha vestito le finestre e gli spazi. Oggi quella grammatica è più libera, ma il principio non cambia: il tessuto giusto non decora uno spazio, lo completa.